La prima menzione dell'attuale paese di Scerni risalirebbe all'883, secondo una fonte poco accreditata, il conte di Chieti Trasmondo II avrebbe donato il CASTELLUM SERNI al monastero di S. Stefano in rivo maris. Di certo, però, nel XI secolo il CASTELLUM DE SERNI era tra le pertinenze di tale monastero, come risulta da una bolla di papa Leone IX del 1503.
Sappiamo poi che nel XII secolo il borgo fortificato di SARNEM era feudo di in cavaliere tenuto da Robertinus Altini, a sua volta feudatario dell'abate di S. Stefano in rivo maris, e documenti del XIV secolo attestano l'esistenza, in CASTRO SARNII, delle chiese di S. Maria e S. Panfilo, che pagavano le decime al monastero di S. Maria Arabona.
E' probabile che tale castrum sorgesse sul punto più elevato della collina, lì dove nei pressi della chiesa parrocchiale sono ancora ben visibili murature di epoca medievale. La vocazione strategica del sito è confermata dal fatto che esso aveva ospitato in porecedenza un insediamento pre-romano.
Il territorio di Scerni ha restituito diversi reperti acheologici:

un bronzetto di Ercole in assalto alto cm 15 circa;

tombe a "tegoloni";

statuetta marmorea, raffigurante un Arpocrate;

iscrizione funeraria frammentaria di un certo Publius Paquius, appartenente ad una ben nota famiglia di Histonium.
Numerosi sono i personaggi scernesi che hanno avuto una rilevanza storica a livello nazionale e ai quali sono state intitolate strade.
Ta questi ricodiamo:

Leonardo Umile e Abramo Ranalli medaglie d'oro durante la seconda guerra mondiale;

Luigi De Riseis, barone di Scerni e il fratello di Giuseppe De Riseis, barone e senatore del Regon Unito;

Monsignor Alessandro De Risio, arcivescovo di San Severino, missionario infaticabile, insigne maestro di sanità.